Alto potenziale cognitivo

I bimbi ad alto potenziale hanno un grande cervello, ma una pancia e un cuore che non sempre va allo stesso ritmo. Sono estremamente sensibili e vulnerabili, la scuola se non li riconosce può cucire loro addosso l’abito del perfetto bambino difficile quando invece si tratta di un bambino con un alto potenziale cognitivoMaria Assunta Zanetti


L’alto potenziale cognitivo (APC): definizione e caratteristiche

A cura di Marina Pettignano, ricercatrice SUPSI (DFA)

Nel mondo scientifico non vi è ancora un consenso rispetto ad una definizione univoca dell’alto potenziale cognitivo. Le varie definizioni vigenti derivano infatti da scuole di pensiero differenti, in particolare nel contesto della psicologia.

Secondo Liratni e Pry (2007) una delle definizioni maggiormente riconosciute è quella indicata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e che si basa sul concetto di quoziente intellettivo. Il quoziente intellettivo rappresenta il rapporto tra lo sviluppo mentale di un individuo e la sua età cronologica, moltiplicato per 100. Secondo questa definizione, una persona è riconosciuta come ad alto potenziale cognitivo quando il suo quoziente intellettivo si situa oltre il punteggio 130 (anche se ci sono autori che situano questa soglia tra 120 e 145 punti). La media della popolazione si attesta a 100, quindi il funzionamento intellettivo dell’individuo APC si discosta significativamente da questo punteggio medio. Notoriamente, il QI si misura attraverso dei test di intelligenza, i quali, attraverso prove di vario tipo, misurano le capacità cognitive di un individuo. Le scale più frequentemente utilizzate per la valutazione dell’intelligenza sono quelle sviluppate da David Wechsler (chiamate WPPSI, WISC e WAIS, a seconda dell’età del soggetto da testare).

La sola misura del QI non rende però l’idea della complessità dello sviluppo cognitivo e affettivo di un bambino o di un adulto APC. Infatti, nonostante questa soglia normativa che riconosce un individuo come APC, questa popolazione risulta molto eterogenea nelle caratteristiche che accompagnano questa condizione (Reis & Renzulli, 2009). Essere APC non significa solamente avere un funzionamento cognitivo di molto superiore alla media ma funzionare in modo differente.

Parlando in particolare di bambini, l’eterogeneità è confermata dal fatto che non esiste un profilo “tipo” di bambino APC.

Un bambino APC può presentare uno scarto tra il suo sviluppo cognitivo (spesso superiore a quello di bambini della stessa età) e il suo sviluppo affettivo e motorio (molto più in linea con l’età anagrafica). Questa differenza, chiamata dis-sincronia, rende quindi lo sviluppo del bambino non sempre omogeneo in tutte le sue componenti e può portare a difficoltà di gestione delle caratteristiche del bambino stesso. Ad esempio, un bambino APC può avere delle capacità cognitive molto elevate ma al contempo uno sviluppo motorio ancora acerbo (e avere quindi difficoltà ad applicare in pratica concetti complessi che già padroneggia a livello cognitivo).

I bambini APC hanno spesso uno spiccato senso di giustizia, che li può rendere reattivi alle ingiustizie subite personalmente o da persone vicine. Sono anche emotivamente sensibili e questo li può esporre a reazioni forti (rivolte all’esterno) oppure, al contrario, a una tendenza alla chiusura verso gli altri. Questa reattività emotiva li rende potenzialmente fragili e va quindi riconosciuta dagli attori che ruotano attorno al loro sviluppo.

Il Fascicolo informativo “I bambini ad alto potenziale cognitivo”, sviluppato dall’Associazione Svizzera per i bambini ad alto potenziale cognitivo (consultabile qui www.asehp.ch, nella sezione “Insegnanti”) indica diverse caratteristiche presenti nel bambino ad alto potenziale cognitivo. In generale l’individuo APC ha una grande padronanza della lingua e presenta una grande curiosità nello scoprire nuove cose, anche in ambiti ricercati.

È sensibile ed empatico, tuttavia può riscontrare problemi di integrazione a livello sociale, in particolare con i coetanei. A livello sociale, si trova spesso maggiormente a proprio agio nel relazionarsi con individui più grandi e con gli adulti. A livello scolastico e educativo l’APC viene spesso riconosciuto per le sue spiccate capacità cognitive e, altrettanto spesso, i suoi bisogni affettivi e emotivi non vengono immediatamente compresi. A scuola l’APC può essere molto performante e adeguarsi bene alle esigenze scolastiche ma può anche riscontrare difficoltà di apprendimento apparentemente inspiegabili rispetto alle sue capacità cognitive. Il bambino APC spesso non si sente sufficientemente stimolato all’interno della classe e può sviluppare un senso di noia e di insofferenza rispetto al contesto educativo. Questo può portare ad un calo nelle performance scolastiche.

Anche l’APC che si adatta bene al contesto, può nascondere delle difficoltà latenti. Questa caratteristica è spesso presente nelle bambine APC. Le bambine APC tendono infatti a sforzarsi molto per adattarsi al contesto (mettendo in atto un iperadattamento) ma con il rischio di sviluppare delle difficoltà emotive di tipo interiore (e, di conseguenza, anche meno visibili), specialmente con l’avvicinarsi del periodo adolescenziale.

Queste sono solo alcune delle caratteristiche che possono essere riconosciute in un bambino o in un individuo APC. La lista non può essere esaustiva, data la complessità che ogni persona porta con sé. Per le figure di riferimento, come genitori, docenti, psicologi e altri professionisti, è importante riconoscere le potenzialità eccezionali di questi bambini, pur rispettando il loro sviluppo e il loro essere bambini.

Come indicato dalla professoressa Maria Assunta Zanetti, esperta in APC:

I bimbi ad alto potenziale hanno un grande cervello, ma una pancia e un cuore che non sempre va allo stesso ritmo. Sono estremamente sensibili e vulnerabili, la scuola se non li riconosce può cucire loro addosso l’abito del perfetto bambino difficile quando invece si tratta di un bambino con un alto potenziale cognitivo. […] ”

Bibliografia

Liratni, M., & Pry, R. (2007). Psychométrie et WISC IV: quel avenir pour l’identification des enfants à haut potentiel intellectuel?. Neuropsychiatrie de l’Enfance et de l’Adolescence, 55(4), 214-219. doi:10.1016/j.neurenf.2007.06.003

Reis, S. M., & Renzulli, J. S. (2009). Myth 1: The gifted and talented constitute one single homogeneous group and giftedness is a way of being that stays in the person over time and experiences. Gifted Child Quarterly, 53(4), 233-235.

Siti di riferimento

Associazione “Filo di seta”: http://www.filodiseta.ch/ 

Associazione Svizzera per i bambini ad alto potenziale cognitivo: https://asehp.ch/ 

Associazione ZPS: https://www.zetapiesse-apc.ch/ 

LabTalento, Pavia: http://labtalento.unipv.it/ 

Sito di Giovanni Galli: esperto in APC a livello ticinese:  https://giovannigalli-ch.com/ 

Testi di divulgazione (in italiano)

Jankech-Caretta C. (2020). Diario di bordo per capire e aiutare gli alunni APC.

Mormando, F. (2011). I bambini ad altissimo potenziale intellettivo: guida per insegnanti e genitori. Edizioni Erickson.

Zanetti, M. A. (2017). Bambini e ragazzi ad alto potenziale. Carocci Faber.

Zanetti, M. A., & Gualdi, G. (2019). Adolescenti ad alto potenziale: percorsi di supporto ed esperienze tra pari. Carocci Faber.

Zanetti, M. A., & Tamburnotti E. (2020). Famiglie ad alto potenziale. Comprendere e accompagnare la crescita dei figli. Carocci Faber.

Allievi/e APC in classe: che fare?


Anche l’allievo/a APC ha un bisogno educativo speciale, che se non soddisfatto può generare nell’alunno/a molta sofferenza. Per rispondere al meglio a questo bisogno possono essere adottate diverse strategie, che vanno valutate caso per caso insieme a uno specialista. L’Associazione svizzera per i bambini ad alto potenziale (ASEHP) individua tre possibili soluzioni: l’accelerazione, l’arricchimento e l’approfondimento.

L’ASEHP ha creato una brochure informativa nella quale vengono spiegate queste tre piste d’intervento (pp. 15-16). Cliccando qui è possibile accedere alla versione italiana tradotta da Antonella e Giovanni Galli.

Per saperne di più sull’alto potenziale cognitivo…

Guarda l’intervento di Claudia Jankech Caretta al Convegno “TiPi AtiPiCi tra eccezionali talenti e inaspettate vulnerabilità” organizzato dall’Associazione Filo di Seta a Lugano.

https://www.youtube.com/watch?v=pubFbsPW-hM&list=PLphA9vHN1Y-8TmVX3bDq-gm-Pi5EdvfwM&index=5&t=281s

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