Illustrazione di Stefano D’Ambrosio

Elisa Geronimi & Michele Mainardi (a cura di), SUPSI-DFA

Il progetto In-Formazione@Inclusione (IF@IN) ha lo scopo di fornire uno spazio informativo e formativo sull’inclusione scolastica di allievi con bisogni educativi speciali quale supporto alla formazione di base e continua dei docenti. Oltre a fornire informazioni e consigli pratici, questo sito vuole anche essere un luogo di incontro e confronto con la diversità.

Il progetto è nato su iniziativa del Centro competenze bisogni educativi, scuola e società del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI ed è stato realizzato con la collaborazione dell’Istituto sistemi informativi e networking del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI e dell’Universidade de Caxias do Sul (Brasile). 

Il sito è stato realizzato grazie al sostegno del fondo “Carte Blanche” dell’agenzia nazionale svizzera per la promozione degli scambi e della mobilità Movetia.


HANDICAP

La situazione di handicap nasce dall’incontro di un deficit individuale con un contesto sfavorevole. Questa visione non è sempre esistita, è nata negli ultimi decenni e ha contribuito a cambiare l’approccio verso la disabilità.

EDUCAZIONE

In un’ottica di inclusione è importante adottare approcci innovativi, come quello della differenziazione o dello Universal Design for Learning, per fare in modo che attenzioni speciali non coincidano con luoghi speciali.

INCLUSIONE

Molti passi avanti sono stati compiuti, ma la via per arrivare a una situazione di inclusione e di accessibilità universale è ancora lunga. Dove l’inclusione è realtà non mancano comunque le sfide: come affrontarle?

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) divide i “Bisogni educativi speciali” (BES) in tre categorie a seconda del motivo che è all’origine del BES:

  • Categoria A) Disabilità (Disabilities)
  • Categoria B) Difficoltà (Difficulties)
  • Categoria C) Svantaggi (Disadvantages)

A livello internazionale vi è un accordo sempre maggiore nel considerare anche la plusdotazione – in particolare l’Alto potenziale cognitivo – tra i BES.

DISABILITÀ

La prima categoria è quella delle disabilità, che sono caratterizzate da un deficit permanente nell’individuo. Le disabilità possono essere di diversi tipi: sensoriali (cecità, sordità), psichiche, mentali (per es. disabilità intellettiva, disturbo dello spettro autistico) e fisiche. Esse non sono “esclusive” e possono quindi sommarsi, è il caso delle persone con polihandicap.


DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI

La categoria delle difficoltà fa riferimento ai disturbi evolutivi specifici. Da un lato troviamo i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), che raggruppano al loro interno la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia. Dall’altro, vi è il disturbo da deficit dell’attenzione, che può essere associato a iperattività (ADHD) o meno.


SVANTAGGI LINGUISTICI, SOCIO-ECONOMICI E CULTURALI

Gli svantaggi linguistici, economici e socio-culturali toccano i bambini con un passato migratorio (diretto o indiretto), che vengono da un’altra regione linguistica del paese o che vivono in un contesto sociale e/o economico difficile e povero di stimoli.


ALTO POTENZIALE COGNITIVO

Anche se può sembrare controintuitivo, vi è un consenso sempre maggiore nel considerare l’Alto potenziale cognitivo (APC) come un BES, pur non rientrando in una delle 3 macro-categorie dell’OCSE. Infatti, anche i bambini e ragazzi APC necessitano di attenzioni speciali.